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Lidia Antolini Baldrati
Nasce a Erba il 20 giugno 1926 ultima figlia dopo due sorelle maggiori. Il padre ha un negozio di ferramenta a Erba e nella seconda metà degli anni Trenta si trasferisce con la famiglia, di convinta fede fascista a Como. |
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don Pietro Arrigoni
Nasce l’8 dicembre 1914 a Vedeseta (Bergamo) in un’umile famiglia, quarto di otto figli di un padre taglialegna e contadino, costretto a cercare lavoro a Milano e di una madre dal forte spirito religioso e antifascista. Pietro sente la vocazione ed a sedici anni entra in seminario a Como. Nel 1939 viene destinato come parroco a Morterone a 1.200 metri sui fianchi del Resegone, una sede che molti rifuggono. Don Pietro affronta con gioia la sua missione, condividendo la modesta vita della comunità della montagna con entusiasmo ed una perseveranza che lo porta ad aprire la prima scuola elementare del paese, negli anni della guerra. Dopo l’8 settembre del ’43, la zona è rifugio di sbandati che fuggono la deportazione e la leva fascista e don Pietro li accoglie in casa, aiutato dalla sorella, nonostante i rastrellamenti che spazzano il territorio fra il lecchese e la bergamasca, dove l’attività partigiana è intensa. |
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Mario Balzarotti Nasce a Como il 05/10/1921. Il padre lavora come fuochista per la Società di Navigazione Lariana, la madre originaria di Bregnano, lavora nella tessitura di Eugenio Rosasco. La famiglia abita a Sant’Agostino, la “riva dei bruti”, il porto mercantile connesso alla stazione delle Ferrovie Nord, che negli anni quaranta è ancora lo snodo principale per la movimentazione delle derrate alimentari e del legname dei paesi della parte occidentale del Lario. Mario cresce nel quartiere dove ferve l’attività e a 14 anni inizia a lavorare alla Rosasco. |
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Andrea Bizzozzero Nasce 17 maggio 1926 a Cabiate in una famiglia benestante. Il padre è direttore di banca e ha spirito antifascista. Andrea studia presso il collegio arcivescovile di Cantù, ma se ne allontana per dissidi con il rettore e si iscrive all’istituto Gonzaga, collegio milanese sfollato a Como in via Tommaso Grossi. Qui in contatto con giovani dell’Erbese, che animeranno la prima Resistenza, rafforza le sue convinzioni politiche entrando a far parte dopo l’8 settembre delle strutture clandestine del Partito Comunista. Una delle prime attività è quella di convincere i giovani a non presentarsi alla chiamata di leva e di favorirne la fuga. Lui stesso, temendo la chiamata, raggiunge la zona libera della Valsesia, dove si unisce per alcuni mesi alla formazione di Moscatelli. Abbandonata la Valsesia a seguito dell’offensiva nazifascista, cerca di raggiungere l’alto Lario per unirsi ai partigiani della 52° brigata Garibaldi, ma è arrestato a Bellano e condotto a Greco, destinato alla Germania. |
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Angelo Borghi Nasce a Senna Comasco il 10 maggio 1923 e cresce in una famiglia patriarcale contadina di 15 persone, che vive in una delle proprietà dei discendenti di Alessandro Volta. Il nonno e il padre conducono una fornace e non si occupano di politica. Angelo è il maggiore di tre fratelli ed una sorella, fa le scuole d’avviamento al lavoro e a 15 anni viene assunto presso un riparatore di radio a Como. |
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Valter Bottoni Nasce il 15 agosto del 1920 a Porotto, sobborgo di Ferrara, in una famiglia di modeste condizioni, secondogenito con una sorella maggiore di 11 anni. Nel 1935, dopo la morte della madre, si trasferisce a Como con il padre, che apre una bottega di calzolaio in Borgo Vico. Valter trova lavoro come garzone in una officina meccanica e successivamente all’Oec di Monteolimpino, ditta elettromeccanica, che gli fa frequentare le scuole serali di elettrotecnica. |
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Rita Piffaretti Canizzaro Nasce il 28 marzo 1925 a Gaggino Faloppio, primogenita cui seguiranno tre fratelli. Il padre fa l’assicuratore e Rita, dopo le elementari, viene messa in collegio presso le suore Canossiane a Como, dove nel 1943 consegue il diploma magistrale. Nello stesso anno ottiene una supplenza a Ponna in Val d’Intelvi e fa la sua prima esperienza scolastica nel territorio montano ai confini con la Svizzera dove vivace è l’attività partigiana. |
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Paolina Castelletti Nasce a Croce di Menaggio il 26 settembre del 1927, secondogenita con una sorella di poco maggiore. La madre è figlia di contadini, il padre lavora negli alberghi a Milano, ma nel ’43 a seguito dei bombardamenti torna sul Lario e riprende l’attività agricola. |
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Renato Cattaneo Nasce il 16 dicembre 1923 a Rovellasca, figlio di un commerciante ambulante, con una sorella minore. Cresce dai nonni e in collegio a Saronno e Biella. La famiglia esprime consenso verso il fascismo e Renato partecipa attivamente ai riti giovanili del regime a Rovellasca. Si iscrive a Milano all’Istituto Feltrinelli per prendere il diploma di perito industriale, lavorando come meccanico il pomeriggio e iniziando anche a farsi conoscere come calciatore, fino ad essere tesserato dal calcio Como. |
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Alessandro Colombo Nasce a Mariano il 6 novembre 1931 in una famiglia di commercianti all’ingrosso ed al dettaglio di frutta e verdura, trasferitasi a Como negli anni Venti. |
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Franco De Ferdinando Nasce a Milano il 14 maggio 1920 in una famiglia benestante di idee liberali, animata da spirito patriottico nel ricordo della grande guerra.
Dopo gli studi inferiori si iscrive all’università per conseguire la laurea in ingegneria, ma interrompe gli studi per la chiamata alle armi nel 1943. Chiede di far parte dell’artiglieria alpina.L’annuncio dell’armistizio lo coglie a Milano, comandante di un reparto che presidia la ditta Lagomarsino. Qui, dopo aver messo in libertà i sottoposti, è catturato dai tedeschi e rinchiuso nella caserma del reggimento di cavalleria Nizza Savoia, da cui riesce a fuggire.
Franco si rifugia a Carella, sobborgo di Eupilio, dove il nonno e la famiglia hanno la casa di campagna. Viene poi raggiunto dallo zio, già combattente della grande guerra e ufficiale alpino in Trentino e dal fratello minore, ufficiale a Napoli, entrambi sfuggiti all’arresto da parte dei tedeschi. In collaborazione con altri militari il gruppo si occupa del recupero di armi, che nasconde nei pressi dell’abitazione, entrando in contatto, anche fortemente conflittuale, con altri nuclei partigiani che operano nella zona, fra i quali quello di Gianfranco Puecher.
Il gruppo partecipa ad alcune azioni in funzione di appoggio, come nel caso dell’assalto alla caserma di Canzo e si adopera nel salvataggio di ebrei. L’intervento della polizia fascista, che arresta i componenti della famiglia, porta ad un atteggiamento più prudente ed attendista. Franco torna a Milano e riprende a frequentare l’università, ma è fermato dai tedeschi e posto al servizio della Todt. Destinato alla Germania fugge nuovamente e il 25 aprile a Milano partecipa con altri partigiani all’occupazione della sede della Rai.
Dopo la Liberazione Franco non riesce a riprendere gli studi, ma trova occupazione nello studio di un geometra che valuta i danni per i risarcimenti di guerra.
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Luciano Forni Nasce il 7 febbraio del 1935 ad Asso, in una famiglia operaia: il padre è pulitore di forbici, attività verso cui si indirizzano anche i due fratelli maggiori dopo gli studi elementari; la madre, come la zia e altri parenti lavora alla Oltolina, industria tessile che assorbe un migliaio di operai, in gran parte donne. La fede religiosa della madre e lo spirito socialista della fabbrica sono gli elementi che concorrono alla sua formazione. |
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Erminio Frigerio Nasce a Como il 25 marzo 1922, figlio unico, poiché un fratello muore alla nascita. La madre figlia di Alfonso Pessina lavora presso la tintoria dello zio Ambrogio a san Martino, il padre, ardimentoso aviatore nella grande guerra, da cui ha riportato gravi conseguenze, trascorrerà gran parte della vita in ospedale. |
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Giacomo Galimberti Nasce a Milano il 22 febbraio del 1929. Il padre è autista e meccanico di gran livello, al servizio di importanti famiglie milanesi. |
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Giovanni Gandola Nasce a Dongo il 22 agosto 1921, primogenito di nove figli. Il padre originario di Bellagio, si è trasferito a Dongo dove fa il contadino per una famiglia benestante, la madre è originaria di Dorio. |
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Luigi Gandola Nasce il 9 dicembre 1929 a Bellagio, quarto e ultimo figlio da una madre di origine contadina e da un padre muratore e piccolo imprenditore con attività in Francia, che mal sopporta il fascismo: per questo viene incarcerato e costretto ad interrompere l’attività all’estero. |
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Graziella Lupo Nasce il 20 novembre del 1920 a Luserna San Giovanni, in val Pellice. |
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Erminio Nava Nasce il 2 dicembre 1918 a Mariano Comense, figlio di un falegname antifascista che subisce violenze per la sua avversità al regime ed ha una piccola impresa, che produce salotti per l’America. |
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Agostino Pessina Nasce a Milano il 1 febbraio 1921. Il padre, pilota d’aviazione nel corso della I guerra mondiale. lavora per l’azienda energetica di Milano. Dopo il diploma di progettista disegnatore di macchine, Agostino va a militare nel gennaio del 1941 nel genio trasmettitori. |
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Renzo Pigni Nasce a Fagnano Olona il 24 settembre 1925 da una famiglia modesta: la madre lavora una filatura, il padre, artigiano falegname in proprio, giunge a Como nei primi anni ’30 con la famiglia, che alla morte di un parente rileva un negozio di cornici e vetri in viale Lecco. |

