IMPORTANTE INFORMATIVA DELL’OIM
PER GLI EREDI AVENTI DIRITTO DELLE VITTIME DEL NAZISMO
CHE PRESENTARONO DOMANDA DI RISARCIMENTO CON L'OIM
Agli eredi aventi diritto delle vittime
del nazismo che presentarono una richiesta dì
risarcimento alla Organizzazione Internazionale per
le Migrazioni (OIM), dell'ambito del Programma Tedesco
di indennizzo per Lavoro Forzato, è richiesto
di informare immediatamente l'Organizzazione del decesso
del richiedente e comunque di darne notizia entro sei
mesi dalla data della comparsa dei richiedente. Oltre
questo termine, gli eredi aventi diritto non potranno
più essere presi in considerazione per il pagamento,
Gli eredi devono presentare copia del certificato di
morte ed i loro estremi/recapiti ai seguente indirizzo:
IOM Compensation Programmes, CP 71, CH 1211 Geneva 19,
Svizzera. Ad avvenuta notifica all'OIM, l'erede riceverà
una lettera contenente le informazioni sulle procedure
da seguire.
Su incarico della Fondazione Tedesca "Memoria,
Responsabilità e Futuro", l'OIM sta analizzando
le domande ricevute da ex lavoratori schiavi e forzati
e da altre vittime del regime nazista e sta procedendo
ai pagamento dei richiedenti le cui domande sono state
approvate. Il termine per la presentazione delle domande
è scaduto il 31 dicembre 2001.
A questo punto, non c'è alcuna possibilità
di presentare una richiesta di indennizzo e l'OIM non
accetta richieste che siano state presentate dopo la
scadenza del 31 dicembre 2001. In ottemperanza alla
legge tedesca sulla quale si fonda questo Programma,
gli eredi di una vittima deceduta prima de! 16 febbraio
1999 non hanno titolo a ricevere alcun indennizzo.
L'OIM aspira a concludere l'analisi di tutte le richieste
entro la fine del 2004. Tutti i richiedenti saranno
informati individualmente e per iscritto della decisione
sulla loro richiesta. I pagamenti verranno effettuati
in due rate a mezzo assegno; ravvio dei pagamenti della
seconda rata è programmato per la Primavera 2005.
Per ulteriori informazioni gli eredi aventi diritto
possono prendere contatto con la linea telefonica diretta
dell’OIM al no. 0041-22-5928230, oppure inviare
un fax o una lettera all'indirizzo indicato più
in alto o ancora inviare un e-mail all'Indirizzo di
posta elettronica: compensation@iom.int.
GIi orari di risposta della linea telefonica diretta
sono, dal Lunedì al Venerdì dalle 07.00
alle 19.00 (per le lingue inglese e francese) e dalle
09.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00 (per le altre
lingue).
Marzo 2004
|
Sentenza della cassazione,
possibile aprire cause in Italia contro la deportazione
in Germania
Cari amici, la notizia della decisione della Cassazione
è molto importante, ma dobbiamo ancora valutarne pienamente
la portata.
Nei prossimi giorni, dopo aver letto la sentenza, potremo
essere più precisi.
Sarà nostra cura continuare a informarvi sull’evolversi
della situazione attraverso questo sito nella sezione
Risarcimento.
Scarica
qui il documento della sentenza della Cassazione
(Documento Word)
Vogliate gradire i nostri migliori
saluti
Notizia Ansa - Arezzo,13 mar 2004
-13:32
Cassazione: ex deportati possono chiedere danni
Gli italiani deportati in Germania
dai tedeschi - durante la seconda guerra mondiale -
ed impiegati nei campi di "lavoro forzato" al servizio
dell'industria bellica del Reich, possono d'ora in poi
chiamare in causa l'attuale Repubblica federale di Germania
per ottenere, con cause civili nei tribunali italiani,
il risarcimento dei danni morali e patrimoniali subiti
a causa della deportazione. Lo hanno deciso le sezioni
unite della Cassazione con una sentenza che cambia la
giurisprudenza del diritto internazionale. Finora, infatti,
le richieste risarcitorie presentate in Italia, comprese
quelle militari, erano sempre state respinte sulla base
del principio di immunità riconosciuto agli stati sovrani.
Con la nuova sentenza 5044 della Cassazione chi è sopravvissuto
ai lager, o i suoi eredi, può fare causa alla Germania
nei tribunali italiani. Questa importante decisione
della Suprema Corte ha dato ragione al ricorso di Luigi
Ferrini, catturato dai tedeschi in provincia di Arezzo
il 4 agosto del 1944 e deportato nel campo di sterminio
di Kahla per lavorare alla produzione di aeroplani,
missili e altre armi prodotte dalla 'Reimahg Werke'
e dalla 'Messerschmitt'. |